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Referendum

"NO TRIV"

Come si è arrivati al referendum

La consultazione, le cui origini ed esigenza vanno indagate nel tempo, è stata indetta in data 11 febbraio tramite decreto dal Consiglio dei ministri. Ha suscitato polemiche, da parte dei sostenitori del referendum, la scelta del governo di non accorpare il voto alla tornata amministrativa (che sarà con ogni probabilità a giugno).

 

Nel settembre del 2015, "Possibile" aveva lanciato la raccolta firma per indire otto referendum, tra cui quello sulle trivelle, ma l’iniziativa era naufragata. Nelle settimane successive nove consigli regionali (Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Veneto) hanno promosso sei quesiti.

Solo uno è stato ammesso dalla Cassazione, gli altri erano stati superati dalle modifiche alla legge di Stabilità approvata a fine 2015. Un successivo braccio di ferro tra l’esecutivo e le regioni, che contestavano a Palazzo Chigi di aver legiferato su materie di loro competenza, è stato risolto a favore del governo il 9 marzo. E così si andrà al voto su un solo quesito.

 

Il quesito referendario

Il testo del quesito è il seguente:

 

“Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, Norme in materia ambientale, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 ‘Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilita’ 2016)‘, limitatamente alle seguenti parole: ‘per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale‘?”

 

Si chiede così agli italiani di cancellare l’articolo del codice dell’ambiente che permette le trivellazioni fino a quando il giacimento è in vita. Il quesito riguarda solo le operazioni già in atto entro le 12 miglia marine dalla costa, non quelle sulla terraferma oppure in mare a una distanza superiore. Il decreto legislativo 152 prevede già il divieto di avviare nuove attività di ricerca, prospezione e coltivazione di idrocarburi gassosi o liquidi entro le 12 miglia, per cui il referendum agisce solo su quelle già in essere.

Come in tutto il Paese, anche la società civile di Capena si è mobilitata per la campagna referendaria "NO TRIV" con iniziative di volantinaggio, un account FaceBook e altre attività di sensibilizzazione.

 

 

ALTRI LINK UTILI ED INTERESSANTI PER CAPIRE MEGLIO LO SCOPO DEL REFERENDUM:

 

http://www.notriv.com/

 

http://www.fermaletrivelle.it/

Anche se l'orientamento del Movimento 5 Stelle è per votare "SI", il MeetUp 5 Stelle Capena ha organizzato, per Giovedì 31 marzo 2016 presso il proprio Punto d'Incontro, un evento sul tema dove si potrà discutere del perchè Si e del perchè NO, al fine di prendere coscienza del problema e affrontare il voto preparati.

Tutti i cittadini sono invitati a partecipare.